Blog: http://mauz.ilcannocchiale.it

Giornata mondiale contro la desertificazione

 

Si è celebrata ieri in tutto il mondo la giornata internazionale contro la desertificazione che aveva come tema “Combattere il degrado delle terre per un’agricoltura sostenibile”. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, dando sviluppo al tema della giornata, ha auspicato che “le terre aride e di confine” arrivino ad essere “considerate potenziali aree di agricoltura intensiva sia per i prodotti alimentari che per i fabbisogni energetici”.

Al di là di questo comprensibile e condivisibile auspicio del segretario generale dell’Onu, è un dato che il deterioramento del suolo diminuisce sensibilmente le terre coltivabili del pianeta, interferendo in maniera negativa sulla vita delle persone e sullo sviluppo economico dei paesi e causando di conseguenza un clima di instabilità politica e sociale.

Il livello della desertificazione del pianeta ha raggiunto un livello tale che ogni anno l’Africa perde quattro milioni di ettari di foreste con una media doppia rispetto al resto del mondo.

Per capire il pericolo delle desertificazione ed individuare le possibili soluzioni e contromisure bisogna arrivare a capirne le cause, che hanno un duplice profilo: quello delle responsabilità dell’uomo, ravvisabili nello sfruttamento eccessivo delle terre, nel disboscamento e nella cattiva irrigazione, e quello dei fattori naturali quali la natura dei suoli, le piogge, il vento, le temperature. Analizzando le cause della desertificazione appena illustrate si capisce facilmente come per arginare il problema sia necessario agire a livello locale, investendo sui comportamenti delle singole comunità. Solo passando dal globale al particolare è possibile acquisire la reale consapevolezza del problema e cercare di arrivare a delle soluzioni concrete.

Agire nel locale per un miglioramento globalizzato, con la consapevolezza che i nostri comportamenti hanno davvero un’incidenza generale e che molti fenomeni legati alla desertificazione sono collegati fra di loro: la deforestazione praticata da chi abita le terre alte può essere all’origine dell’inondazione di terre basse, l’inquinamento provocato dalle fabbriche può azzerare la pesca, il degrado delle terre aride, in ultima analisi, causa milioni di rifugiati che trovano riparo in altri paesi.



Fonte: Misna

Pubblicato il 18/6/2008 alle 9.27 nella rubrica Uno sguardo sul mondo.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web