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Vertice FAO: governare la globalizzazione

 

Seconda giornata di lavori al vertice dedicato alla sicurezza alimentare in corso alla Fao. Dai resoconti che arrivano da Roma mi ha particolarmente colpito l’intervento della ministra dell’Agricoltura del Cile, Marigen Hornkohl Venegas.

Le sue parole hanno messo all’attenzione dei partecipanti due concetti fondamentali:

1) la necessità che la politica si riprenda il suo compito di governare al meglio la globalizzazione non abbandonandosi totalmente, specie nel campo dell’agricoltura, alla logica per la quale il mercato dovrebbe sempre autoregolarsi.

2) L’inevitabilità di adottare misure di breve-medio periodo per combattere la crisi alimentare, come “l’eliminazione del protezionismo e dei sussidi che i paesi sviluppati garantiscono ai propri agricoltori e che distorcono il commercio agricolo internazionale.”

Ritornare alla politica quindi per cercare di regolare un fenomeno, quello della globalizzazione, che ha trovato terreno fertile per espandersi e divenire quasi incontrollabile proprio nel momento in cui l’economia, le leggi di mercato, hanno sovrastato la politica stessa rendendola ininfluente.

Un ritorno alla politica anche per consentire una maggior coerenza dei mercati. Dove sta la coerenza dei paesi più industrializzati che da una parte invocano il libero mercato capace di autoregolarsi e poi creano situazioni protezioniste e garantiscono sussidi ai propri agricoltori?

Anche in questo caso si tratta di liberismo in base alla convenienza? Sembra proprio di sì. Ecco perché in un vertice mondiale come quello in corso a Roma assumono un’importanza fondamentale le dichiarazioni di rappresentanti di governi di paesi nei quali l’agricoltura è uno degli elementi essenziali dell’economia nazionale e che vivono sulla propria pelle questa globalizzazione incoerente.

Pubblicato il 4/6/2008 alle 11.55 nella rubrica Uno sguardo sul mondo.

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