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Ziegler su crisi alimentare

 

Vi riporto un intervento di Jean Ziegler, docente di sociologia alla Sorbona di Parigi e all'università di Ginevra, ex-parlamentare svizzero, oggi Relatore speciale sul diritto all'alimentazione per la Commissione sui diritti dell'uomo dell’Onu. L’estratto, riportato dall’agenzia di stampa Misna che a sua volta lo ha ripreso dal testo integrale pubblicato dal Manifesto, credo contenga un interessante punto di vista su quanto stanno dibattendo i capi di Stato e di Governo riuniti in questi giorni a Roma per il vertice della Fao.

“Quali sono le cause principali delle gravi violazioni dei diritti alla nutrizione conseguenti all'aumento dei prezzi? E qual'è la causa dell’ aumento? Una delle principali è la speculazione, che avviene soprattutto alla Chicago commodity stock exchange (Borsa delle materie prime agricole di Chicago), dove vengono stabiliti i prezzi di quasi tutti i prodotti alimentari del mondo. Tra il novembre e il dicembre dello scorso anno il mercato finanziario mondiale è crollato e più di 1000 miliardi di dollari investiti sono andati in fumo. Di conseguenza la maggioranza dei grandi speculatori, come quelli che investivano in “hedge funds”, hanno finito per investire in “options” e “futures” sui prodotti agricoli grezzi e sui generi di prima necessità. Nel 2000 il volume commerciale dei prodotti agricoli alle varie Borse ammontava approssimativamente a 10 miliardi di dollari; a maggio del 2008 ha raggiunto i 175 miliardi di dollari. Solo nel mese di gennaio 2008, quando è iniziata questa inversione di tendenza, tre miliardi di nuovi dollari sono stati investiti alla “Chicago commodity stock exchange”. Tutti i generi di prima necessità sono per lo più controllati da almeno otto grandi multinazionali. La più grande società che commercia grano è la “Cargill”, nel Minnesota, che l'anno scorso controllava il 25% di tutti i cereali prodotti nel mondo. I profitti della Cargill nel primo trimestre del 2007 erano pari a 553 milioni di dollari; nel primo trimestre del 2008 sono arrivati a un miliardo e 300 milioni. E' difficile calcolare esattamente quanto la speculazione abbia influito sull'aumento dei prezzi. La World Bank fa una stima che si aggira intorno al 37%; Heiner Flassbeck, direttore della Divisione strategie globalizzazione e sviluppo dell'Unctad (United nations conference on trade and development), sostiene che questa stima va probabilmente raddoppiata".


Pubblicato il 3/6/2008 alle 19.6 nella rubrica Uno sguardo sul mondo.

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