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Bibliopost


11 settembre 2007

Giallo su giallo – Gianni Mura

 

Quando mi è capitato fra le mani questo libro devo ammettere che ho provato due sensazioni diverse. La curiosità di leggere il primo romanzo di Gianni Mura, giornalista sportivo del quale adoro i commenti, le ironie e la competenza. Nello stesso tempo però anche la paura che il mitico giornalista sportivo avesse potuto fare il passo più lungo della gamba avventurandosi in un percorso, quello del romanzo e del giallo, che poteva non essere il suo e portarlo quindi ad un fiasco indecoroso.

Con queste due sensazioni contrastanti ho iniziato a leggere il libro che però, pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo ha fugato i miei timori per consegnarmi ad un libro e ad una storia davvero affascinante e coinvolgente.

La carovana del Tour, i suoi rituali e le abitudini ormai decennali del cronista sportivo vengono turbate e poi portate dentro un incubo da una serie di morti che avvengono più o meno casualmente lungo il percorso.

Il giornalista vive queste uccisioni in presa diretta, prima da sospettato numero uno, poi da possibile bersaglio, quindi da amico e confidente dell’investigatore che conduce le indagini.

Il finale forse non è il massimo, e qui probabilmente Mura sconta il fatto di non essere un giallista di professione ma il susseguirsi degli avvenimento fa restare attaccati al libro pagina dopo pagina.




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10 settembre 2007

Nella mani giuste – Giancarlo De Cataldo

 

Un libro che parla di mafia, dei rapporti fra mafia e politica e dei metodi attraverso i quali la mafia si inserisce nel tessuto sociale del paese.

Sicuramente ben scritto, in certi passi appare tuttavia scontato nel suo susseguirsi con episodi talvolta noiosi e talvolta surreali. Anche il rapporto fra mafia e politica non sempre è realistico.

Non mi è piaciuto il finale che vorrebbe essere a sorpresa ma che non raggiunge l’obiettivo in maniera completa.

Un buon libro da leggere in momenti di relax….niente di più….




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16 agosto 2007

Il mondo d'acqua - Frank Schatzing

Un bel libro. Molto lungo, in alcune parti difficile da leggere ma, vista anche la complessità dei temi trattati, molto coinvolgente.
Parla della storia dell'evoluzione e dell'importanza fondamentale dell'acqua in questo percorso. Il linguaggio di Schatzing cerca di essere semplice e comprensibile per tutti, e in molti casi ci riesce. 
Sicuramente non è un libro da leggere nel suo complesso tutto d'un fiato. Alcuni capitoli però sono veramente belli e interessanti, romanzati e scritti con un bel tocco di ironia e di simpatia.
Da consigliare a chi ha voglia di capire qualcosa in più sull'evoluzione della vita senza avventurarsi in mattoni tecnico-scientifici di impossibile comprensione. 




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17 giugno 2007

La strega di Portobello - Paulo Coelho

Dal punto di vista stilistico un libro degno dell'autore dell'Alchimista: scorrevole, piacevole da leggere, davvero ben scritto. L'originalità del libro è nel raccontare la storia della protagonista sotto forma di intervista delle persone che hanno condiviso con lei una parte della propria vita. Proprio per questa scelta narrativa il libro scorre bene e le varie situazioni sono raccontate in modo diretto e coinvolgente.
Ciò che invece secondo me appesantisce il libro e lo rende un pò troppo prevedibile e scontato è il riferimento continuo, e in certi casi anche un pò pesante,a nuove ed originali forme di spiritualità.
L'immagine new age che ne esce è a mio modo di vedere un pò scontata ed è messa troppo in contrasto con le religioni tradizionali, quella cattolica in particolare,che vengono in molte tratti messe alla gogna senza che si riesca bene a comprendere di quali misfatti siano accusate.
Se il riferimento a forme originali di spiritualtà era presente anche in altri libri di Coelho, e nel capolavoro dell'Alchimista in particolare, questo riferimento era portato avanti in maniera molto avvincente e coinvolgente senza scadere nella prevedibilità e nella scontatezza.
Un libro quindi che "si lascia leggere" ma che non mi sembra lasci un'impronta indelebile nel lettore.




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9 giugno 2007

Mille splendidi soli - Khaled Hosseini

Un capolavoro, così come "Il cacciatore di aquiloni", il primo libro di Khaled Hosseini.
Le donne afghane e la loro vita piena di difficoltà e di dolori, la loro enorme capacità di sopportazione, le indicibili privazioni.
Una storia d'amore e di amicizia dove alla fine sembra trionfare la speranza, seppur passando fra le situazioni più drammatiche e scnolvgenti.
E' impressionante come l'autore riesca ad emozionare comunicando e descrivendo storie di vita quotidiana fatte di sentimenti veri, forti.
Poche volte mi era capitato di leggere due libri dello stesso autore uno dietro l'altro, tutti d'un fiato e di considerarli fra i più belli fra quelli che mi sia mai capitato di leggere. 




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9 giugno 2007

Il cacciatore di aquiloni - Khaled Hosseini

Una storia bellissima. Drammatica, ma dalla quale traspaiono sentimenti forti. L'amicizia, prima di tutto. E poi l'amore per il proprio paese. E la speranza, nonostante tutto.
Un libro drammaticamente reale, vero, che ripercorre la storia dell'Afghanistan degli ultimi decenni nelle parole e nei volti dei protagonisti della storia.
Un libro da leggere. Una storia indimenticabile.




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31 marzo 2007

Ero straniero e mi avete ospitato - Enzo Bianchi - Rizzoli - 2006

Enzo Bianchi, fondatore e priore della Comunità Monastica di Bose, affronta in questo bellissimo libro edito da Rizzoli il tema dell'immigrazione, dello straniero, partendo dagli spunti che la Bibbia dà su questi temi e riportandoli alla situazione attuale.
Il libro è articolato in tre parti
Nella prima viene approfondito il tema dello straniero nella Bibbia, arrivando alla conclusione della "stranierità" dello stesso popolo di Dio in questo mondo.
La seconda parte, partendo dal brano evangelico "ero straniero e mi avete ospitato" affronta la situazione di Gesù, straniero all'interno del proprio popolo, e della sua apertura all'altro, al diverso da Lui e dalla tradizione dalla quale proviene. In questa parte del libro viene anche data testimonianza della capacità di accoglienza dimostrata di Abramo in special modo in due situazioni: nell'episodio delle Querce di Mamre, dove accoglie tre stranieri non sapendo che uno di loro è il Signore, e nell'accoglienza della profezia della sua numerosa discendenza. In entrambi questi casi, il padre di tutte e tre le religioni monoteistiche testimonia un'apertura all'altro, alla diversità, all'incognito, che dovrebbero guidarci anche nella nostra quotidianità.
La terza parte del libro infine indica delle modalità concrete di pratiche di ospitalità.
Questa riflessione di Enzo Bianchi merita di essere letta e conosciuta perchè parla di tematiche attuali e concrete e le analizza alla luce del Vangelo senza perdere di vista l'attualizzazione e la quotidianità del tema.
Davvero un bel libro, che si legge volentieri e che contiene spunti di riflessioni nello stesso tempo comprensibili e profondi.




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8 gennaio 2007

Quello che non si doveva dire - Enzo Biagi - Rizzoli - 2006

L'ultimo libro di Enzo Biagi è come sempre un capolavoro di approfondimento e di analisi dei fatti di attualità dell'ultimo periodo. L'ironia della narrazione, la capacità di leggere e di interpretare i fatti, la competenza dell'analisi politica è sempre la stessa, quella del giornalista di razza e del narratore ineguagliabile.
Quello che però colpisce in questo libro, almeno secondo me, è l'astio che invade molte pagine. La rabbia, più che giustificata peraltro, per essere stato estromesso dalla televisione, per non aver potuto dire quello che "si doveva dire". Questo aspetto colpisce non per una valutazione di merito (sono fra quelli che ritiene un delitto quello di non far andare in onda un giornalista del calibro di Biagi) ma per lo stile che l'autore usa. Si nota molto facilmente quanto questa censura ad personam abbia ferito l'uomo Biagi, più ancora del giornalista. Forse proprio per questo in certi passi l'autore perde la sua proverbiale flemma e ironia per abbandonarsi ad invettive chiare e ben mirate. Oltre che ben scritta, naturalmente.
Nonostante questo, o forse anche per questo, "Quello che non si doveva dire" è un libro da leggere e da mettere insieme a tutti gli altri scritti da questo immenso giornalista italiano.




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8 gennaio 2007

Giusto - Giovanni Donna d'Oldenico - Marietti 1820 - 2006

Quando mi è stato regalato questo libro, un pò per la copertina gialla, un pò per le dimensioni piccole, un pò per l'autore che non conoscevo minimamente, ho pensato subito che si trattasse o di un librettino di poco valore, oppure dell'opera di un autore "di nicchia" di quelli poco comprensibili. Ero poco fiducioso, quindi. E invece "Giusto" è uno dei libri più belli che abbia letto negli ultimi tempi. Di cosa parla? Della storia della Madonna e di Giuseppe, di come, secondo l'autore, hanno vissuto la loro vita con un figlio così "ingombrante". Le loro emozioni, le loro reazioni alla situazione in cui sono stati catapultati.
La narrazione non è mai banale, riesce a calare il lettore nell'ambientazione e nella vita dei personaggi. L'autore naturalmente narra inventando, senza basarsi su testi di alcun genere, nè storici nè sacri, salvo che per la cornice nella quale si inserisce il racconto. Nonostante la storia sia inventata però la narrazione riesce veramente ad essere realistica ed interessante.
Davvero un bel libro che consiglio a tutti.




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9 ottobre 2006

Storie di animali e altri viventi

Storie di animali e altri viventi - Alberto Asor Rosa - Einaudi 2005
Libro particolare, nel quale voci narranti sono un gatto e un cane. I due animali raccontano il loro arrivo e la loro vita all'interno di una famiglia, analizzando i comportamenti e le abitudini umane viste da un punto di vista diverso.
L'inizio del libro è bello e originale proprio perchè descrive i comportamenti e le reazioni degli animali domestici in conseguenza di stimoli provenienti dagli essere umani della famiglia.
Con i simpatici ma nello stesso tempo veritieri  commenti sui caratteri delle due persone protagoniste del racconto i due animali rendono avvincente l'inizio del libro.
La parte centrale invece risulta troppo filosofica, lascia troppo spazio all'etologia e talvolta scade nel noioso.
Il libro riprende vigore nel finale, nella pur triste descrizione degli ultimi giorni di vita di Micio Nero. La descrizione lascia ben percepire il legame fra il gatto e il padrone anche e soprattutto negli ultimi istanti di vita.
In conclusione: non è un libro che non si può fare a meno di leggere ma in molti tratti è avvincente, simpatico e originale.

Voto: 6.5




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IN AFRICA DANZANDO LA VITA
Maurizio Cei


Un resoconto, un diario, un viaggio fotografico in parole di alcuni dei momenti più significativi vissuti durante molteplici esperienze di volontariato in terra africana (in Kenya, Angola e Mozambico). Tramite un’associazione di Roma, il VIDES, fondata da una Salesiana di Don Bosco, suor Maria Grazia Caputo, ho avuto modo dal 1996 ad oggi di "sperimentarmi" in attività di solidarietà concreta ed appassionata, in ambito internazionale ed in Italia. In ciascuna di queste occasioni ho provato emozioni che mi hanno fatto crescere e di cui conservo ricordi indimenticabili. In particolare, porto in me il meraviglioso continente africano, troppo spesso travisato e veicolato con visioni distorte ed incomplete. Non sarò certo io a riuscire a darne un quadro verosimile o esaustivo: sono solo un ragazzo che ha dalla sua la curiosità e la voglia di capire. Ma di certo il mio è un tributo sincero ed appassionato, un abbraccio ideale che tenta di ricambiare quello concreto che ho ricevuto lì.      
                                              Maurizio Cei

Se volete informazioni relative al mio primo (e unico?) libro, o se volete acquistarne una copia, potete contattarmi all'indirizzo di posta elettronica ceiempoli@inwind.it. Sono disponibile a fare presentazioni del libro da qualsiasi parte venga invitato, naturalmente a titolo gratuito. La quota a me spettante dalle vendite del libro, e anche un parte di quelle di spettanza della casa editrice, saranno destinati a sostenere progetti di cooperazione internazionale promossi dalla ONG Vides, particolarmente in Mozambico.

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